Il paesaggio dei calanchi, i calanchi nel paesaggio

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Uno degli scopi principali della mia fotografia è sempre stato quello di valorizzare la mia terra, perciò quando il centro culturale “Lo Castello” di Ripaberarda mi ha chiesto un lavoro fotografico sui calanchi del piceno per una mostra da tenere nell’estate 2014 ho accettato con immenso entusiasmo.

Ho deciso di impostare la mostra come un viaggio tra i calanchi lungo un intero anno, in modo da mostrare i cambiamenti del paesaggio nel corso delle stagioni.

Ho perso il conto delle uscite fotografiche realizzate tra sopralluoghi, albe, tramonti e notturne, così come dei chilometri percorsi tra Castignano, Ripaberarda, Porchiano, Polesio, Ripatransone, Appignano, Offida.

 

Non sempre è stato facile, ma sempre è stato bellissimo.

 

Ho camminato con la neve alle ginocchia, sono finito nel fango fino alla cintola, ho preso pioggia, vento, grandine e sole, ho indugiato in bilico sui crinali, sono sceso fino nel cuore dei calanchi per poi faticosamente risalirli.

 

In cambio ho avuto il privilegio di osservare la Natura dare il suo meglio, nel corso di un anno intero, in una terra viva e variegata, antica ma nuova ogni giorno.

 

La luce del tramonto che colora le rupi rocciose dell’Ascensione e quella dell’alba che arrossa i calanchi di Porchiano, il sole che scende e l’ombra che lentamente si impossessa della terra, la foschia autunnale che sale dal fondovalle al mattino, un raggio che squarcia le nubi e dissolve la nebbia, l’arcobaleno che spunta all’improvviso dopo un temporale, il vento che sferza i fiori e sibila nelle strette gole, la pioggia che scorre e scava il terreno.

Le lucciole che danzano al buio, i caprioli che timidamente escono dal bosco ed annusano l’aria, il guaiolare inconfondibile della volpe, il passo pesante ed affannoso del cinghiale.

Il difficile rapporto dell’uomo con i calanchi, in una continua lotta tra terreno conquistato e terreno perso: vigneti con pendenze impossibili, campi coltivati dove non può arrivare nessuna macchina agricola, case arroccate sul ciglio del baratro.

 

Tutto questo è “il paesaggio dei calanchi, i calanchi nel paesaggio”: un insieme di colori, sensazioni ed emozioni che ho cercato di riportare nelle mie foto, nella speranza di suscitare in chi le guarda la voglia di conoscere, proteggere e valorizzare questo bellissimo territorio.

 

 

EDIT– Dopo l’edizione del 2014 a Ripaberarda e al Templaria festival di Castignano, la mostra è stata replicata nell’estate 2015 presso le prestigiose sale espositive di palazzo dei capitani di Ascoli Piceno e nel 2016 presso l’auditorium SALE di Appignano del Tronto.

 

Di seguito una raccolta delle foto più significative e, più in basso, il mio primo video timelapse, il primo in assoluto girato tra i calanchi ed il monte dell’Ascensione, realizzato anche con riprese aeree tramite drone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mostra ha attirato l’attenzione dei quotidiani locali, che le hanno dedicato diversi articoli, ma soprattutto ha avuto un grande apprezzamento da parte di chi l’ha visitata. Mi hanno fatto piacere i complimenti di fotografi professionisti, ma ancora più le frasi lasciate dai visitatori nel libro delle firme. Leggere che le foto hanno  emozionato, hanno fatto innamorare o reinnamorare del nostro territorio, hanno permesso di vedere sotto una veste nuova luoghi conosciuti ma spesso sottovalutati, mi ha fatto capire che la fatica di un anno non è stata vana e che lo scopo che mi ero prefisso con questo lavoro è stato ampiamente raggiunto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 comments:

avatar daniela broccoletti23 agosto 2014 at 7:02 pmReply

meraviglioso

avatar lorenzo sgalippa23 agosto 2014 at 11:08 pmReply

grazie Daniela!

avatar anelito perozzi29 maggio 2016 at 2:06 pmReply

Frequento molto queste zone e con le tue foto le apprezzo ancor di piu’.
Grazie

avatar lorenzo sgalippa29 maggio 2016 at 8:05 pmReply

Grazie mille Anelito

avatar Gianfranco2 giugno 2016 at 7:35 pmReply

Complimenti Lorenzo, ottimo lavoro, Foto belle e particolari che mi hanno fatto scoprire un mondo nascosto, nascosto perlomeno a quanti non vogliono sobbarcarsi delle “robuste” camminate sui crinali come hai fatto tu.
Interessante anche il timelapse, proprio d’effetto!
Congratulazioni di nuovo.
Gianfranco

avatar lorenzo sgalippa3 giugno 2016 at 11:33 amReply

grazie Gianfranco! In effetti quello dei calanchi è un mondo da “riscoprire” e valorizzare……spero di aver dato il mio piccolo contributo in tal senso con questo progetto fotografico.